Il settore della panificazione italiana sta vivendo una fase di profonda evoluzione, spinta dal cambiamento delle abitudini di consumo e da una crescente diversificazione dell’offerta. Oggi pizze, focacce e prodotti dolci rappresentano il 60% dei ricavi delle panetterie, mentre il pane tradizionale, pur restando centrale nei volumi produttivi, incide per il 40% del fatturato.
Il dato è emerso durante l’incontro “Il consumatore è cambiato. E il panettiere?”, andato in scena a SIGEP World, in corso alla Fiera di Rimini fino al 20 gennaio, nell’ambito di una preview della ricerca Cerved dedicata all’evoluzione del comparto.
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Pane in calo nei ricavi, ma cresce il valore dell’offerta complementare
Secondo l’analisi, il pane rappresenta ancora il 62,5% dei volumi di produzione, ma la sua incidenza sul fatturato è scesa dal 44% del 2023 al 40%, un calo compensato dalla crescita della categoria composta da pizze, focacce e dolci, che registra un +3,3% rispetto a due anni fa.
Un segnale chiaro di come le panetterie stiano evolvendo verso modelli più ibridi, capaci di intercettare nuove occasioni di consumo e di rispondere a una domanda sempre più orientata alla varietà.
Grande distribuzione e ristorazione: numeri a confronto
Nel quadro complessivo dei consumi alimentari, la Grande Distribuzione Alimentare continua a rafforzarsi, con un fatturato in crescita del +2,8% nel 2025, che raggiunge quota 130 miliardi di euro. Anche la ristorazione mostra un andamento positivo (+3,0%), pur risentendo di una maggiore pressione sui prezzi, arrivando a sfiorare i 100 miliardi di euro.
Per quanto riguarda i consumi di pane, il segmento artigianale registra un calo contenuto (-1,9% tra 2023 e 2025), a conferma di una sostanziale tenuta del prodotto, soprattutto quando legato a qualità, territorialità e servizio.
La rete delle panetterie: meno punti vendita, più organizzazione
Dal punto di vista produttivo, il numero di panetterie in Italia è sceso a 18.201 unità nel 2025 (-1,6%), un dato che indica un mercato in trasformazione più che in contrazione. A cambiare è soprattutto la struttura del settore: il 7% delle panetterie conta più di due unità locali, con Lombardia e Toscana in testa per sviluppo di modelli organizzati e a catena.
Un’evoluzione che riflette la necessità di maggiore efficienza, capacità gestionale e adattamento alle nuove dinamiche di mercato.
Innovazione, tecnologia e nuove competenze per il panettiere di oggi
Nel corso del dibattito, Alberto Molinari, presidente di AIBI, e Palmino Poli, presidente di ASSITOL, hanno sottolineato l’importanza di accompagnare questi cambiamenti con innovazione organizzativa e tecnologica, salvaguardando al contempo identità, qualità e valore della filiera.
Maria Maltese, curatrice della ricerca Cerved, ha evidenziato come tecnologia, nuovi format e competenze stiano ridefinendo il ruolo del panettiere, sempre più orientato a sostenibilità, diversificazione dell’offerta e relazione diretta con il consumatore.
Un percorso di trasformazione che conferma la panetteria come presidio artigianale in evoluzione, capace di rinnovarsi senza perdere le proprie radici.