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48a edizione  23-27 Gennaio 2027 Quartiere Fieristico di Rimini
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AI e Foodservice: chi sceglierà il prossimo locale?

AI e Foodservice: chi sceglierà il prossimo locale?

Dalla ricerca di una gelateria alla scelta di un fornitore, gli assistenti AI stanno cambiando il modo in cui clienti e professionisti scoprono le offerte. Per il Foodservice, la nuova sfida è rendere riconoscibili prodotti, servizi e competenze. 

 

Un cliente cerca una pasticceria che proponga una colazione senza glutine. Un turista vuole trovare una gelateria artigianale vicino al proprio hotel. Un ristoratore deve individuare un fornitore di farine adatte alla pizza contemporanea. 

 

Fino a poco tempo fa, queste ricerche avrebbero richiesto la consultazione di diversi siti web, recensioni, mappe digitali e cataloghi commerciali. Oggi, una parte di questo percorso può essere affidata a un assistente basato sull'intelligenza artificiale. 

 

Il cambiamento non riguarda soltanto la velocità della ricerca. L'AI può intervenire nella selezione delle alternative, interpretando le esigenze dell'utente e suggerendo quali attività o prodotti prendere in considerazione. 

 

Per ristoranti, gelaterie, pasticcerie, bakery café e fornitori professionali, si apre così una nuova questione commerciale: come fare in modo che la propria offerta venga individuata, compresa e proposta correttamente dagli assistenti AI? 

 

Dalla ricerca online alla raccomandazione personalizzata 

 

La ricerca digitale tradizionale parte spesso da una parola chiave: “gelateria Milano”, “brunch vicino a me” oppure “fornitore cioccolato professionale”. 

 

Una ricerca attraverso un assistente AI può essere molto più articolata. 

 

Un utente potrebbe chiedere: “Dove posso fare colazione domenica con prodotti di pasticceria artigianale, opzioni senza lattosio e possibilità di prenotare?” 

 

In questo caso, il sistema non deve soltanto individuare attività appartenenti a una determinata categoria. Deve provare a interpretare più criteri contemporaneamente: posizione geografica, offerta, esigenze alimentari, orari e disponibilità dei servizi. 

 

La differenza è sostanziale. Il consumatore non cerca necessariamente un nome già conosciuto, ma una soluzione adatta alle proprie necessità. 

 

Questo cambiamento si inserisce in una tendenza più ampia. Secondo il Consumer Curiosity Report 2026 di Curious Plot, riportato da Baking Business, il 74% degli early adopters del settore alimentare intervistati utilizza l'AI per supportare decisioni legate al cibo, contro il 55% dell'anno precedente. 

 

La ricerca riguarda un campione statunitense di consumatori particolarmente interessati alle novità alimentari, quindi non descrive il comportamento dell'intera popolazione né quello specifico dei clienti dei ristoranti. 

 

Rappresenta, tuttavia, un segnale dell'evoluzione del processo di scoperta: per una parte dei consumatori, l'AI sta diventando uno degli strumenti con cui esplorare nuove possibilità. 

 

Gelaterie, pasticcerie e bakery café: l'offerta deve essere comprensibile anche all'AI 

 

Per un'attività Foodservice, essere presente online non significa necessariamente essere facilmente interpretabile da un assistente AI. 

 

Immaginiamo una gelateria che propone sorbetti alla frutta senza ingredienti di origine animale, gusti stagionali e alcune referenze senza latte. 

 

Se queste informazioni sono disponibili soltanto in fotografie dei banchi, post temporanei sui social o menu non aggiornati, un sistema automatico potrebbe avere difficoltà a identificarle correttamente. 

 

La stessa situazione può verificarsi per una pasticceria specializzata in monoporzioni, un bakery café con proposte salate oppure un locale che organizza degustazioni su prenotazione. 

 

La questione non è aggiungere più contenuti indistintamente, ma rendere esplicite le caratteristiche che distinguono l'attività. 

 

Una gelateria, per esempio, può descrivere sul proprio sito le tipologie di prodotto, gli ingredienti utilizzati e le eventuali opzioni disponibili per specifiche esigenze alimentari. Una pasticceria può comunicare chiaramente se propone colazioni, dessert al piatto, prodotti da asporto o servizi per eventi. 

 

Per un bakery café possono diventare rilevanti gli orari del brunch, la disponibilità di prenotazioni, il menu aggiornato e le caratteristiche dei prodotti. 

 

Non sono informazioni nuove per il consumatore. È nuovo il fatto che possano essere utilizzate anche da un sistema AI per formulare una raccomandazione. 

 

Dalle recensioni ai menu digitali: quali informazioni contano? 

 

La possibilità di essere individuati attraverso l'AI dipende da diversi fattori, che variano in base alla piattaforma utilizzata e al tipo di richiesta. 

 

Non esiste una formula universale che garantisca a un ristorante o a una pasticceria di comparire nelle risposte generate dagli assistenti. 

 

Esistono, però, pratiche digitali che aiutano i sistemi di ricerca a interpretare correttamente le informazioni relative a un'attività. 

 

Google, nella documentazione dedicata ai dati strutturati per le attività locali, indica per esempio proprietà relative a indirizzo, orari di apertura, tipologia di cucina, contatti, fascia di prezzo e collegamento al menu. 

 

Queste informazioni possono essere organizzate attraverso il markup LocalBusiness, utilizzando il sottotipo Restaurant quando pertinente. 

 

L'impiego dei dati strutturati non garantisce la presenza nelle raccomandazioni AI, ma contribuisce a rendere le informazioni più facilmente interpretabili dai sistemi che le utilizzano. 

 

Per un locale, questo significa prestare attenzione alla coerenza tra sito web, scheda dell'attività, menu digitale e piattaforme di prenotazione. 

 

Un orario non aggiornato, un menu difficilmente consultabile o un servizio descritto in modo ambiguo possono generare aspettative sbagliate. 

 

Il rischio commerciale non è soltanto non essere consigliati. È anche essere consigliati per caratteristiche che il locale non offre più, compromettendo l'esperienza del cliente prima ancora del suo arrivo. 

 

Il menu diventa uno strumento di scoperta commerciale 

 

Nel Foodservice, il menu rappresenta uno dei punti di contatto più importanti tra prodotto e consumatore. 

 

Tradizionalmente, la sua funzione principale è aiutare il cliente a scegliere dopo essere entrato nel locale o dopo aver aperto una piattaforma di ordinazione. 

 

Con la ricerca mediata dall'AI, il menu può assumere un ruolo precedente: contribuire a determinare se un'attività sia pertinente rispetto a una richiesta. 

 

Pensiamo a una persona che cerca “una colazione con prodotti ricchi di fibre” oppure “un dessert senza ingredienti di origine animale”. 

 

Un assistente può provare a identificare attività che soddisfano queste esigenze attraverso le informazioni pubblicamente disponibili. 

 

Per questo, una descrizione generica come “ampia scelta di prodotti artigianali” offre meno dettagli di una presentazione che spieghi concretamente le categorie presenti nel menu. 

 

Naturalmente, quando si tratta di allergeni e requisiti alimentari, l'accuratezza è essenziale. Un assistente AI può interpretare male un'informazione o utilizzare dati non aggiornati: non deve essere considerato una garanzia di sicurezza alimentare. 

 

I locali devono quindi mantenere documentazione affidabile, comunicare in modo corretto gli ingredienti e prevedere canali diretti per verificare richieste specifiche. 

 

L'opportunità commerciale deriva dalla chiarezza, non dall'accumulo di etichette o dichiarazioni nutrizionali. 

 

Non solo consumatori: l'AI può cambiare anche la scelta dei fornitori 

 

L'impatto potenziale dell'AI sulla scoperta commerciale non si limita ai clienti finali. 

 

Per la filiera professionale del Foodservice, il cambiamento potrebbe interessare anche la ricerca di ingredienti, semilavorati, tecnologie e attrezzature. 

 

Un gelatiere che vuole introdurre una nuova linea di prodotti potrebbe utilizzare un assistente AI per orientarsi tra differenti basi, stabilizzanti o soluzioni tecnologiche. 

 

Un pastry chef potrebbe cercare coperture al cioccolato con determinate caratteristiche di fluidità. Un panificatore potrebbe voler confrontare impastatrici in funzione dei volumi produttivi e delle tipologie di impasto lavorate. 

 

In questi casi, la ricerca non parte necessariamente dal nome di un produttore. Parte da un problema tecnico. 

 

L'assistente può aiutare a costruire una prima selezione di alternative, ma la scelta professionale richiede verifiche successive su schede tecniche, prestazioni, certificazioni, disponibilità e condizioni commerciali. 

 

È importante distinguere le evidenze disponibili dalle prospettive future: le ricerche sull'AI shopping riguardano prevalentemente il consumo e il commercio digitale. Non dimostrano ancora che la maggioranza dei professionisti del foodservice selezioni i propri fornitori attraverso assistenti AI. 

 

Tuttavia, mostrano come la disponibilità di informazioni strutturate stia acquisendo un ruolo sempre più importante nei sistemi di scoperta dei prodotti. 

 

Per chi produce ingredienti e attrezzature, questo apre una possibilità concreta: rendere le proprie competenze tecniche individuabili anche attraverso ricerche formulate come problemi da risolvere. 

 

Il caso dello shopping AI: perché la qualità dei dati diventa commerciale 

 

Le piattaforme di AI shopping offrono un'indicazione di come potrebbe evolvere la selezione dei prodotti. 

 

OpenAI spiega che i risultati commerciali mostrati da ChatGPT possono utilizzare metadati strutturati, informazioni di prodotto e contenuti provenienti da commercianti e altre fonti. 

 

Tra le caratteristiche considerate possono rientrare descrizioni, prezzo, disponibilità e pertinenza rispetto alla richiesta dell'utente. 

 

Il sistema può quindi presentare una selezione di prodotti senza mostrare necessariamente tutte le alternative disponibili. 

 

Questa dinamica introduce un elemento competitivo: un prodotto potrebbe essere escluso dalla selezione non perché sia tecnicamente meno adatto, ma perché le informazioni disponibili non consentono di identificarne con sufficiente precisione le caratteristiche. 

 

Per migliorare la qualità dei dati commerciali, l'Agentic Commerce Protocol di OpenAI prevede anche la possibilità di condividere cataloghi strutturati con informazioni quali identificativi, descrizioni, prezzi, disponibilità e opzioni di consegna. 

 

Si tratta di infrastrutture sviluppate per il commercio digitale. Non equivalgono a un sistema generalizzato di acquisto automatico per ingredienti e attrezzature Foodservice. 

 

La direzione, però, è interessante per i fornitori professionali: la scheda tecnica potrebbe diventare anche una risorsa per la scoperta commerciale mediata dall'AI. 

 

Dalla scheda prodotto al problema che risolve 

 

Per un produttore di ingredienti o attrezzature, descrivere un articolo soltanto attraverso il codice commerciale e una presentazione sintetica potrebbe non essere sufficiente. 

 

Consideriamo una copertura fondente destinata alla pralineria. 

 

Un catalogo tradizionale può riportare percentuale di cacao, formato e denominazione commerciale. Un professionista che utilizza un assistente AI potrebbe invece cercare una soluzione per ottenere gusci sottili, lavorare con stampi complessi o gestire determinati requisiti produttivi. 

 

Per rispondere correttamente, il sistema dovrebbe poter accedere a dati relativi a fluidità, applicazioni consigliate, condizioni di lavorazione e caratteristiche della formulazione. 

 

La stessa logica può essere applicata ad altri comparti SIGEP. 

 

Nel gelato, potrebbero diventare rilevanti le caratteristiche applicative di una base, le condizioni d'impiego e la compatibilità con specifiche ricette. 

 

Nella bakery, i parametri potrebbero riguardare capacità di impasto, idratazione, tempi di lavorazione e destinazione d'uso. 

 

Per le attrezzature, un confronto professionale potrebbe richiedere informazioni su produttività, consumi energetici, dimensioni, manutenzione e assistenza. 

 

Queste indicazioni non costituiscono un elenco ufficiale di fattori utilizzati da tutti gli assistenti AI. Sono esempi di informazioni che potrebbero rendere una selezione più pertinente e verificabile. 

 

L'implicazione commerciale è significativa: la visibilità di un prodotto non dipende soltanto da quanto viene promosso, ma anche da quanto chiaramente viene spiegato a chi deve utilizzarlo. 

 

Come prepararsi senza inseguire ogni nuova piattaforma 

 

Per un operatore Foodservice, l'introduzione dell'AI nella scoperta dei prodotti non richiede necessariamente un investimento immediato in nuove tecnologie. 

 

Il primo passo può essere una verifica della qualità delle informazioni già disponibili. 

 

Una gelateria può controllare se il sito riporta gli orari corretti e descrive chiaramente le categorie di prodotto. Una pasticceria può rendere accessibili i servizi di prenotazione e le informazioni sulle proprie specialità. Un bakery café può verificare la corrispondenza tra menu online e offerta effettiva. 

 

Per un fornitore B2B, la priorità può essere l'aggiornamento delle schede prodotto e della documentazione tecnica, mantenendo coerenza tra sito ufficiale, cataloghi e distributori. 

 

Un ulteriore passaggio consiste nel testare periodicamente ricerche formulate come farebbe un potenziale cliente: non soltanto utilizzando il nome dell'azienda, ma descrivendo esigenze, vincoli e applicazioni. 

 

Per esempio, chiedere quali gelaterie offrano una determinata tipologia di prodotto oppure quali caratteristiche cercare in un'attrezzatura per una specifica lavorazione può aiutare a individuare informazioni mancanti o poco chiare. 

 

Questi test sono utili come attività esplorativa, ma non rappresentano una misurazione scientifica della visibilità: le risposte possono variare nel tempo, tra sistemi diversi e in base al contesto dell'utente. 

 

La nuova competizione del Foodservice si gioca anche prima della visita 

 

L'intelligenza artificiale non sostituisce la qualità di un gelato, l'identità di una pasticceria o la competenza di un fornitore professionale. 

 

Può però influenzare il momento in cui un potenziale cliente decide quali alternative prendere in considerazione. 

 

Per un locale, questo significa che menu, servizi e informazioni digitali possono contribuire alla prima selezione, ancora prima che il consumatore visiti il sito o entri nel punto vendita. 

 

Per i produttori della filiera, significa che documentazione tecnica e descrizioni applicative possono assumere un ruolo più importante nella fase iniziale della ricerca commerciale. 

 

Il cambiamento non è ancora uniforme e non esistono garanzie di visibilità nelle raccomandazioni AI. Ma emerge una direzione precisa: la capacità di descrivere correttamente ciò che un'attività offre diventa parte della sua competitività. 

 

Per il foodservice, la domanda strategica non sarà soltanto come attirare nuovi clienti online, ma anche come rendere la propria offerta riconoscibile e pertinente quando è un assistente AI a costruire la prima selezione. 

 

 

Fonti e approfondimenti 

Baking Business — Cathy Siegner, AI guides early food adopters, 9 ottobre 2026. Analisi dei risultati del Consumer Curiosity Report 2026 di Curious Plot, incluso il dato sull'utilizzo dell'AI da parte degli early adopters alimentari. 
https://www.bakingbusiness.com/articles/67031-ai-guides-early-food-adopters 

Google Search Central — Dati strutturati per attività locali (LocalBusiness). Documentazione ufficiale relativa alla descrizione delle attività attraverso informazioni strutturate, tra cui orari, indirizzi, tipologia di cucina e menu. 
https://developers.google.com/search/docs/appearance/structured-data/local-business?hl=it 

OpenAI Help Center — Shopping with ChatGPT Search. Documentazione sulle modalità di selezione e visualizzazione dei prodotti nei risultati di shopping, con riferimento ai metadati strutturati e alle informazioni dei commercianti. 
https://help.openai.com/en/articles/11128490-improved-shopping-results-from-chatgpt-search 

OpenAI Developers — Agentic Commerce Protocol. Documentazione sull'infrastruttura per la condivisione di dati commerciali strutturati, inclusi cataloghi, disponibilità e informazioni di prodotto. 
https://developers.openai.com/commerce 

OpenAI Developers — Key Concepts: Agentic Commerce. Specifiche relative ai feed prodotto e alle informazioni utilizzate nei sistemi di commercio assistito dall'AI. 
https://developers.openai.com/commerce/guides/key-concepts 

Schema.org — LocalBusiness. Specifiche per rappresentare in forma strutturata attività commerciali, sedi e informazioni correlate. 
https://schema.org/LocalBusiness 

PUBBLICAZIONE

20/10/2026

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