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italiangourmet.it - L’Italia e il mondo intero stanno vivendo un’emergenza sanitaria che non si vedeva da diversi decenni.

Tutto ciò sta avendo effetti importanti sull’economia. Tra i settori più colpiti l’Horeca, che vive proprio della “socialità” e dello stretto rapporto con il cliente.
Le gelaterie e pasticcerie di tutto il Paese chiedono a gran voce un’immediata riapertura, pena un danno economico irreversibile se non addirittura il fallimento per molte piccole realtà. Nel delivery si intravede però la chiave di un prossimo futuro. Ne abbiamo parlato con Roberto Leardini, presidente gruppo prodotti per gelato dell’Unione Italiana Food.


Quali sono state le ripercussioni dell’emergenza coronavirus sul settore della gelateria e pasticceria? Un’analisi dello scenario attuale.

Siamo tutti di fronte a una situazione di gravissima crisi generata dalla pandemia di Coronavirus però, dal punto di vista economico, i settori non sono stati colpiti tutti nello stesso modo. L’Horeca e quindi il canale hotel, ristoranti, catering, bar, gelaterie e pasticcerie è stato colpito in maniera molto forte, con una riduzione dei ricavi vicina al 100%. In tutti questi comparti, il fatturato delle singole aziende è praticamente zero. Il settore della gelateria e della pasticceria è stato colpito al cuore.

Cosa state facendo come Unione Italiana Food per aiutare le aziende e di conseguenza l’intero settore?

Stiamo lavorando alacremente per cercare di fare riaprire le pasticcerie e le gelaterie artigianali con la modalità dell’asporto. Una gelateria o una pasticceria artigianale è in grado di dare tutte le garanzie igienico-sanitarie e quindi deve poter operare come qualsiasi altro negozio aperto in questo momento. I negozi di frutta e verdura sono aperti, le panetterie sono aperte, le macellerie sono aperte, i supermercati grandi e piccoli sono aperti, ecco perché chiediamo che vengano riaperte al più presto tutte le gelaterie e pasticcerie con la sola modalità di asporto evitando quindi il consumo in loco e adottando le stesse modalità e cautele relative all’afflusso della clientela nel punto vendita degli esercizi aperti. Il prodotto di questi artigiani deve essere equiparato a qualsiasi altro genere alimentare. In questo momento le nostre energie sono concentrate tutte in questa direzione, a livello istituzionale e con le associazioni di categoria di gelatieri e pasticceri. Mi permetta di aggiungere un pensiero: in questo momento di grave crisi, di situazione deprimente per tutti i cittadini e le famiglie, un gelato, più di molti altri prodotti alimentari, può portare un sorriso in un bambino. Il consumo di gelato è da considerare un momento di gioia, di allegria e allora perché non dobbiamo concederlo alle famiglie che sono a casa?

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